iPoker and Blackjack:

Texas Hold'em - Operazioni preliminari

Innanzitutto chiariamo chi è quello che viene definito il "dealer". Quest'ultimo è il mazziere cioè colui il quale ha il compito di distribuire le carte.

Il giocatore alla sinistra del dealer piazza una puntata al buio (small blind) mentre il giocatore alla sinistra di questo (due posizioni a sinistra del dealer) piazza il controbuio (big blind), pari al doppio del buio.

I due bui sono obbligatori e svolgono una funzione ben precisa che si discosta da quella del poker tradizionale, ovverosia hanno lo scopo che ci sia sempre almeno un giocatore che partecipa alla mano e che ci siano almeno due giocatori a piazzare una puntata.

Inoltre, occorre tenere conto che il big blind è anche la puntata minima per partecipare alla mano. Nei tornei vi è inoltre il c.d. "livello". Il livello è in sostanza un lasso di tempo predeterminato in cui l'entità del buio e il controbuio è fissato in un dato numero di chips. Passato quel lasso di tempo il numero di chips per il buio e il controbuio aumentano.

Anche questo tipo di meccanismo ha un suo scopo ben preciso ovvero erodere lo stack (il numero di chips a disposizione per ogni giocatore) e quindi invogliare i partecipanti a giocare e a non rimanere in disparte in attesa di carte migliori. A questo punto si entra nel vivo della mano con la distribuzione di 2 carte per ogni giocatore. Spetta allo “small blind” iniziare, da quella posizione che viene definita "under the gun" (sotto tiro). Spetta quindi al primo giocatore a sinistra del dealer iniziare a parlare. A questo punto si prospettano per ciascun giocatore compreso lo "small blind" 5 situazioni:

  1. FOLD – dichiarare il fold quindi abbandonare la mano
  2. CALL – rimanere in gioco piazzando il big blind o se si è colui il quale ha già piazzato lo small blind, piazzare la differenza fra lo small e il big blind oppure ancora piazzare una puntata che corrisponda ad un precedente rilancio (raise) altrui.
  3. RAISE – rilanciare senza limiti se non quello riconducibile al numero di chips in possesso.
  4. RE-RAISE– rilanciare a fronte di un rilancio effettuato da un precedente giocatore.

     

  5. ALL-IN – puntare tutte le fiches a disposizione.

Alla fine quando tutti i giocatori partecipanti alla mano si trovano in una situazione di parità, quindi con lo stesso numero di chips versato nel piatto, inizia la distribuzione delle carte comuni:

  1. FLOP – La prima tornata di carte comuni è costituita da 3 carte (flop) che vengono posizionate al centro del tavolo scoperte. Dopo il flop spetta al primo giocatore a sinistra del dealer rimasto in partita, parlare, potendo optare per un fold, un call, raise o un all-in.
  2. TURN – il dealer posiziona sul tavolo accanto alle 3 carte già scoperte una quarta carta denominata appunto "turn". Se rimangono ovviamente 2 o più giocatori in partita allora si passa alla terza ed ultima fase.
  3. RIVER – il dealer posiziona la quinta e ultima carta sul tavolo accanto alle prime quattro, dando il via all'ultimo giro di puntate. Se in tale giro rimangono 2 o più giocatori si arriva fino allo "show-down" cioè ognuno dei giocatori ancora in partita mostra le proprie carte in mano e vince chi ha la combinazione più alta secondo lo schema descritto nel primo capitolo.

Alla prima lettura siffatto meccanismo può risultare ostico per i dilettanti ma vi assicuro che è più semplice imparare giocando che non leggendo. In primo luogo consiglio di rileggere con attenzione quanto sopra descritto cercando di immaginare quello che succede. Altro consiglio che voglio dare a chi si accosta per la prima volta a questo affascinante e spietato gioco è quello di prendere dimestichezza con le puntate giocando una demo prima di investire soldi veri.

PokerSnai
Gif Banners